Biografia di Stephen Jay Gould (1941-2002)

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All’età di cinque anni Stephen Jay Gould rimase così meravigliato alla vista di uno scheletro di tirannosauro all’American Museum of Natural History, che decise di trascorrere il resto della sua vita a studiare i fossili e la paleontologia. Tale sogno è destinato a realizzarsi con successo: Gould è difatti divenuto un paleontologo di fama mondiale, autore di numerosi best-sellers di divulgazione scientifica, ed è uno degli elaboratori della teoria degli ‘equilibri puntiformi’ che ha rivoluzionato la paleontologia moderna. Professore ad Harvard nonchè curatore del suo Museum of Comparative Zoology, Gould frequentò l’Antioch College per poi tornare a Manhattan, dove si laureò in Paleontologia alla Columbia University. Per la sua tesi di dottorato egli investigò la variabilità e l’evoluzione di una sconosciuta lumaca delle Bermuda, basando sul suo studio accurato e attento di un singolo gruppo di organismi (così come Darwin fece coi Cirripedi) quelle che poi furono le sue teorie scientifiche.

A un certo punto egli sperò di trovare correlazioni tra le variazioni morfologiche e i differenti adattamenti all’ambiente all’interno del campo di variabilità delle chiocciole, ma le loro dimensioni, i loro colori e i loro gusci sembravano in realtà ben poco dipendenti dalle caratteristiche climatiche e ambientali dei luoghi in cui vivevano. Impressionato dai fattori non selettivi dell’evoluzione, egli divenne anche interessato nello studio dei limiti strutturali: quanto i piccoli cambiamenti in una determinata caratteristica devono modificarne numerose altre, entro dei limiti definiti- ciò che Darwin chiama correlazione delle parti.

Gould si preoccupò inoltre di stabilire le distinzioni tra le caratteristiche accidentali e quelle adattative. Fu difatti coautore, insieme a Richard Lewontin, di un influente articolo ispirato dai pennacchi di alcune cattedrali medievali: elementi architettonici geometrici decorati con splendide illustrazioni religiose. Mentre gli esperti di arte avevano analizzato i loro distintivi aspetti estetici, la maggior parte di questi avevano dimenticato la loro umile origine di struttura con funzione di distribuzione dello stress meccanico, inevitabili nella costruzione di determinate forme architettoniche. Il parallelo con la biologia indicato da Gould è con il mento umano, prominente e spesso citato come elemento di evoluzione nei confronti dei primati ‘inferiori’, sebbene non sia in nessun modo correlato con l’evoluzione dell’intelligenza, ma solamente come un risultato accidentale, in risposta allo stress determinato dallo sviluppo dell’osso della mandibola umana, proprio come lo era stata la nascita dei parapetti nelle cattedrali medievali.

La figura di Gould è stata spesso associata alla teoria degli equilibri puntiformi, sebbene questa sia stata creata e sviluppata unitamente al paleontologo Niles Eldredge, dal 1972 in poi. Ed è difatti proprio dagli studi di Eldredge sui Trilobiti che si basa buona parte delle osservazioni a supporto di questa teoria, difatti è rimarcabile il fatto che in questo tipo di fossili, la cui classificazione e datazione è molto elaborata e ricca di esempi e reperti, siano presenti momenti relativamente brevi in cui si sarebbero sviluppati delle autentiche ‘esplosioni’ evolutive, alternati invece a lunghissimi periodi di stasi. L’opinione di Darwin per spiegare questi aspetti rimarcava il fatto che molti ‘passaggi intermedi’ nell’evoluzione non erano reperibili nei fossili giunti fino a noi, considerati come prove frammentarie e incomplete di un’evoluzione ben più ampia e ricchissima di passaggi irrimediabilmente persi nelle stratigrafie. Ma le scoperte più recenti in campo paleontologico, soprattutto nell’ultimo secolo, di numerosi nuovi reperti, non sembrano aver dato ulteriore supporto alla visione propugnata da Darwin di un’evoluzione lenta e costante.

Le serie di trilobiti osservati da Eldredge, invece, suggeriva la presenza di brevi episodi di evoluzione rapida seguiti da lunghi periodi di stabilità, confermando anche le impressioni di Huxley. Gould aderì entusiasticamente a questa nuova visione dell’evoluzione, al punto da cercare con i suoi sforzi di dimostrare che tali eventi riflettono con ogni probabilità tutta la storia della vita sulla terra. Negli anni ‘80, la teoria degli equilibri puntiformi era stata largamente adottata come una delle più credibili ipotesi a dimostrazione dello sviluppo evoluzionistico degli organismi, oltre che fonte di spunto per ulteriori nuove teorie sempre più dettagliate e approfondite. Benché uno dei principali modelli e punti di riferimento per Gould nel corso della sua vita sia stato proprio Darwin, come dimostrano i suoi libri Il pollice del panda Ever Since Darwin, egli si è sempre dimostrato irriverente nei confronti della teoria dell’Evoluzione Sintetica, almeno nella sua forma più ortodossa, che è nettamente prevalsa sin dagli anni ‘40. Non soddisfatto dei suoi evidenti limiti nella spiegazione degli eventi, Gould ha sempre provato a ricercare altri possibili meccanismi e approcci per migliorare e arricchire la tradizionale visione della selezione naturale, anche a costo di impopolarità tra i suoi colleghi più conservatori.
Un altro esempio classico propugnato da Gould a supporto di tale teoria è la comparsa del pollice opponibile nell’essere umano, caratteristica apparsa casualmente e determinata dal fato come mille altre; questa però ha permesso all’uomo di compiere un balzo evolutivo enorme, coprendo in un periodo relativamente breve un percorso che altrimenti avrebbe richiesto tempi lunghissimi, e portandolo ad avere un enorme vantaggio evolutivo nei confronti delle altre specie, possedendo così una manualità che gli avrebbe consentito la creazione di strumenti e arnesi per migliorare e semplificare la propria vita.

Uno degli approcci fondamentali nel successo della visione di Gould è stato enfatizzare la gerarchia dei livelli su cui opera l’evoluzione; biochimico, genetico, embriologico, fisiologico, individuale, di specie, di società. La divisione o la selezione di alcuni di questi livelli, secondo Gould, può provocare effetti significativi sui livelli superiori e inferiori, il che è una promettente area di studio per il futuro. Molti studiosi condividono in pieno l’approccio ‘gerarchico’ degli studi di Gould.

Tra gli oppositori della teoria degli equilibri puntiformi, alcuni, come Richard Dawkins o Verne Grant, sostengono che Gould avrebbe ridotto la teoria darwiniana dell’evoluzione a una sorta di ‘spaventapasseri’, quando le critiche al gradualismo e la proposta di un’evoluzione ‘quantistica’ sarebbe stata discussa anni orsono da Ernst Mayr e George Gaylord Simpson. Gli esempi delle imprecisioni autocontraddittorie nell’opera di Darwin sono facili da trovare, ma Gould sostiene che tale teoria rimanga comunque basata su un’evoluzione che opera per ‘lenti, invisibili passaggi’. E, pur riconoscendo il lavoro e le osservazioni effettuate dai suoi predecessori, Gould afferma che spesso è un passo ben più importante per la scienza porre l’attenzione su determinati aspetti di una questione, che proporre sempre idee nuove, per poter giungere a una conoscenza scientifica sempre più approfondita.

Il successo di Gould come autore di saggi di divulgazione scientifica è un altro facile bersaglio per i suoi detrattori, che spesso lo accusano di demagogia e opportunismo. Molti fra i suoi testi sono divenuti degli autentici best sellers, soprattutto tra il pubblico non specializzato, proprio per il suo enorme pregio di una visione critica e autocritica della scienza, e per l’aver sempre propugnato l’idea di ragionare senza pregiudizi. Ha avuto forti attriti soprattutto con i Creazionisti americani, e si è spesso battuto contro ogni tipo di pregiudizio razziale o di classe.
Sin dal 1982 a Gould è stato diagnosticato un tumore allo stomaco, e i medici al tempo gli hanno dato non più di otto mesi di vita, ma, grazie alla sua caparbietà e alla sua incredibile forza vitale, egli è sopravvissuto alla malattia per vent’anni. Si è spento a New York nel 2002, all’età di 61 anni.

Alcune delle sue opere fondamentali:

1977 Ever since Darwin (Questa idea della vita)
1981 Intelligenza e pregiudizio
1983 Il pollice del panda. Riflessioni sulla storia naturale
1983 Quando i cavalli avevano le dita. Misteri e stranezze della natura, Feltrinelli, 
1987 Il sorriso del fenicottero
1987 La freccia del tempo, il ciclo del tempo. Mito e metafora nella scoperta del tempo geologico
1987 Un riccio nella tempesta
1989 La vita meravigliosa. I fossili di Burgess e la natura della storia
1991 Bravo brontosauro
1997 Gli alberi non crescono fino al cielo
2000 I pilastri del tempo

Tra i numerosi siti sull’autore, eccone uno di sicuro interesse:

http://www.stephenjaygould.org

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