Jonathan Weiner – Il becco del fringuello – Giorno per giorno l’evoluzione delle specie (1994)

image

Charles Darwin è stato indiscutibilmente uno degli scienziati più influenti degli ultimi due secoli, e le sue opere hanno dato il via a così tante discussioni e diatribe, correnti e sottocorrenti di pensiero che la sua figura non può in alcun modo essere ignorata da chiunque si interessi, anche superficialmente, di scienza nel senso più ampio possibile del termine. L’unico punto a sfavore della sua opera più celebre, L’origine delle specie, in cui elabora e descrive la sua teoria sull’evoluzione per selezione naturale, è il non aver mai visto tale evoluzione in atto, di non aver dimostrato praticamente quanto esposto teoricamente, sebbene a supporto di essa le testimonianze fossili, già a suo tempo, fossero numerose.
La selezione naturale non fu però mai vista operare ‘in vivo’ in natura dal suo stesso creatore, e questo diede spunto ai suoi detrattori per muovere pesanti critiche nei suoi confronti.

image

Francobollo commemorativo sui fringuelli di Darwin

Lo stesso Darwin trascorse in gioventù cinque anni a bordo del brigantino Beagle in giro per il mondo, ed ebbe l’opportunità di osservare la meravigliosa ricchezza e variabilità creata dalla selezione in tutte le sue svariate sfaccettature.
Nel corso del suo viaggio il giovane scienziato fece tappa nelle isole Galápagos, al largo dell’Ecuador, dove riuscì a osservare come la vita fosse riuscita a creare una grande variabilità e ricchezza di specie anche nell’ambito di poche piccole isole vulcaniche ad amplissima distanza dalla terraferma.

Tra le specie osservate ci furono i fringuelli, distinti in numerose specie (una quindicina in totale, come determinato in tempi recenti), ciascuna caratterizzata da una morfologia, una dimensione e soprattutto una conformazione del becco completamente diversa dalle altre, in base all’alimentazione e allo stile di vita condotto. Inizialmente lo scienziato inglese non si interessò particolarmente a questi animali, ma una volta tornato in Inghilterra, quando si dedicò animo e corpo alla stesura della sua teoria, si rese conto della loro importanza. Tali fringuelli divennero talmente celebri da prendere il nome dello stesso Darwin (Darwin’s finches) e da essere spesso associati alla sua teoria come classico esempio della selezione naturale che opera in modo tale da differenziare gli individui e occupare ogni nicchia ecologica disponibile.

In realtà, in questo caso, è necessaria una precisazione, dato che non si tratta effettivamente di fringuelli (che sono sempre passeriformi, ma appartengono alla famiglia Fringillidae), ma di una sottofamiglia a sé stante, i Geospizinae, di cui non è ancora stabilita con sicurezza la famiglia di appartenenza. Del gruppo fa parte anche un uccello che vive lontano dall’arcipelago, il fringuello di Cocos (Pinaroloxias inornata), che abita l’isola da cui prende il nome, 630 chilometri a nordest.

image

I quattro principali tipi di becco dei fringuelli di Darwin.

image

Le funzionalità dei vari tipi di becco paragonate a degli utensili.

image

I tipi di becco in relazione con l’alimentazione.

Ma come ha operato questa selezione? Dai primi anni ’70, i coniugi Peter e Rosemary Grant, ricercatori e professori di biologia di Princeton, studiano, osservano e catalogano ogni più piccolo aspetto di questi uccelli sulle isole Galápagos, in particolare su un piccolo scoglio roccioso di nome Daphne Major.

image

Peter Grant

image

Rosemary Grant

Dalla misura di peso, apertura alare, dimensioni di becco e zampe, fino alle abitudini alimentari, riproduttive e ogni più piccolo dettaglio disponibile, i Grant hanno compiuto per anni un lavoro di osservazione e raccolta dati minuziosissimo che ha loro permesso di dimostrare praticamente, tramite l’osservazione diretta, come opera la selezione naturale, ovvero con modalità ben più drastiche e rapide di come avesse supposto lo stesso Darwin.

Il grande scienziato inglese non credeva neppure possibile l’osservazione diretta dell’evoluzione in atto, eppure sempre più ricercatori (i cosiddetti evolution watchers) gli stanno dando torto, e l’esempio dei Grant è forse il più significativo, proprio perché basato sullo studio di animali osservati e classificati dallo stesso Darwin.

image

Ai Grant viene conferita la ‘Darwin Medal’ per particolari meriti nel campo delle ricerche evoluzionistiche.

L’isolamento è un fattore fondamentale nei processi di evoluzione e speciazione; la scelta di Daphne Major come sede di studio preferita per tali studi non è assolutamente casuale, dato che in condizioni estreme come quelle dettate da un’isola vulcanica arida, con scarsa vegetazione e un clima particolarmente variabile, la selezione degli individui meglio adattati è decisamente accelerata rispetto ad ambienti più ospitali. In aggiunta a tutto questo, l’isola è difficilmente raggiungibile, brulla e inospitale, ed è pertanto praticamente disabitata e di nessun interesse turistico, e questo è un altro aspetto che ha facilitato la scelta dei Grant. La difficile vita su Daphne Major, isoletta sconosciuta a Darwin e neppure segnata sulle carte più antiche, ha portato profonde modificazioni nella vita e nell’aspetto degli uccelli, ma la cosa che più di ogni altra ha reso importante gli studi dei Grant è il fatto che tali modifiche sono state osservate, misurate e catalogate fedelmente dagli scienziati, fino al punto di rendere questa la ricerca più approfondita e completa in assoluto nel campo dell’evoluzionismo.

image

I principali tipi di fringuelli delle Galápagos

e la loro probabile origine.

L’esempio più lampante è avvenuto dopo un lunghissimo periodo di aridità e siccità che ha posto tutti gli uccelli in competizione diretta per la sopravvivenza; con temperature e condizioni climatiche così ostili i pochi semi a disposizione di tutti i volatili sono particolarmente robusti e richiedono un notevole dispendio energetico per essere aperti, dispendio che però è più limitato per le specie e gli individui col becco più robusto, anche in relazione alle maggiori dimensioni e alle conseguenti necessità nutrizionali. Nel giro di un intervallo relativamente breve (pochi anni) si è potuta documentare una variazione negli aspetti morfologici medi dei voltatili assolutamente sorprendente: la selezione ha operato con modalità e velocità assolutamente insospettabili.

Laddove le condizioni ambientali sono meno ostili, e le opportunità sono più numerose, la selezione ha generato variabilità, dando origine a ben tredici specie diverse, con differenti stili di vita e abitudini alimentari: i quattro generi in cui essi si dividono hanno ciascuno caratteristiche proprie, dato che c’è chi somiglia a un picchio, chi a un luì, chi si nutre di insetti e vive sugli alberi, chi vive a terra o si nutre di vegetali, ecc…
Laddove però invece le condizioni climatiche e ambientali hanno lasciato poco spazio alla variabilità e alla speciazione stessa, come nell’esempio di Daphne Major, la selezione ha premiato determinate caratteristiche morfo-strutturali proprie di gruppi ristretti di individui, che sono stati, a tutti gli effetti, ‘selezionati’.

image

Possibile origine e radiazione adattativa dei fringuelli delle Galápagos.

La narrazione di Jonathan Weiner racconta, con stile serrato e avvincente, ma anche con rigore scientifico e completezza di esempi e fonti, l’avventura di due ricercatori e di numerosi collaboratori che hanno contribuito a tali studi. L’importanza di questi viene sottolineata a più riprese e rende partecipe il lettore di quella che può a tutti gli effetti essere considerata una grande avventura scientifica. Il racconto si dipana sia nell’alternanza tra quello che si conosceva e veniva osservato ai tempi di Darwin e la realtà odierna; inoltre viene più volte approfondito il discorso evoluzionistico, con numerosi esempi di ricerche e studi compiuti da altri scienziati sull’argomento.

Il racconto è affascinante e coinvolgente, e comunica al lettore l’entusiasmo della scoperta e il senso di continua incertezza che ruota attorno all’argomento; l’impressione è quella di sentire il terreno che si muove sotto i propri piedi, proprio per il fatto che lo sviluppo di tali ricerche è tuttora in atto, e le scoperte nel campo sembrano ancora ben lontane dall’essere esaurite.

Jonathan Weiner, scrittore freelance e direttore della rivista Science dal 1979 al 1985, è stato non a caso insignito del premio Pulitzer per quest’opera, che rimane un prezioso documento degli sviluppi di una scienza ancora in grande crescita come la biologia evoluzionistica, e la cui lettura è veramente consigliata a tutti, e non solamente ai semplici appassionati del settore.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...