Biografia di Dian Fossey (1932-1985)

Dian nasce da genitori di origine inglese, e conduce i primi anni d’infanzia in California; presto i suoi genitori si separano, a causa della dipendenza all’alcool del padre e di alcuni suoi guai con la legge. Dian vive in seguito con sua madre e col suo nuovo marito, Richard Price, con cui ha un rapporto conflittuale a causa della sua mentalità conservatrice e tradizionalista.

Nonostante il suo interesse e amore per gli animali, non le viene concesso di acquistarne altri dopo la morte del suo pesce rosso, suo unico animale domestico nell’infanzia. I genitori di Dian non collaborano economicamente ai suoi studi al college, mentre vi partecipano i suoi zii materni, che incoraggiano e aiutano la passione di Dian per la natura.

Dopo aver terminato la high school nel 1949, Dian frequenta il Marian Junior College in California. Sospinta dal suo patrigno, Dian segue lezioni di economia, pur detestandole, e nel frattempo lavora in una fabbrica come operatrice alle macchine, mentre al liceo aveva lavorato come commessa.

A 19 anni, dopo aver trascorso il suo primo anno di college, a Dian viene offerto un lavoro in un ranch nel Montana, e lei accetta con entusiasmo, data la sua passione per gli animali e per la natura, ma si ammala presto ed è costretta ad abbandonare.

Nel 1950 ritorna agli studi, ma questa volta dedicandosi a studi di sua scelta, e si iscrive al corso di veterinaria, alla University of California a Davis. Nonostante la passione per le discipline biologiche, Dian ha problemi con altre materie scientifiche come la fisica e la chimica e non riesce a superare il secondo anno di college.

Nel 1952 Dian si trasferisce al San Jose State College, con un nuovo interesse nel occuparsi dei bambini afflitti da malattie nervose. Nel 1954 si laurea in Occupational therapy.

Più tardi, nel 1974, Dian tornerà agli studi e otterrà PhD in Zoologia alla Cambridge University, per la creazione del centro di ricerca a Karisoke in Ruanda nel 1967.

Dopo la laurea, Dian lavora in diversi ospedali in California, occupandosi di pazienti affetti da tubercolosi per nove mesi consecutivi. Cercando di allontanarsi il più possibile dalla California, accetta un lavoro al Kosair Children’s Hospital a Louisville, nel Kentucky. Dian accetta di buon grado il fatto di non poter vedere frequentemente la propria famiglia, pur di allontanarsi dalla California. Apprezza molto invece il fatto di poter lavorare con la gente onesta e semplice del Kentucky, di cui apprezza lo spirito e la semplicità. Vive in un cottage affittato all’interno di una tenuta chiamata Glenmary, fuori dalla città. I proprietari la incoraggiano a seguire la sua passione e la sua applicazione negli studi di veterinaria.

Tra le persone maggiormente influenti nella vita di Dian un posto fondamentale lo ricopre Mary White Henry, segretaria dell’amministratore del Kosair Hospital, che la introduce alla società di Luoisville e favorisce le sue nuove amicizie e conoscenze, in particolare con Franz Forester, un ricco rhodesiano con cui ha una prima importante relazione, e in seguito con un prete irlandese, Padre Raymond, che ha una profonda influenza su Dian, sino alla sua conversione al Cattolicesimo. Sebbene la sua intima relazione col religioso cresca, altrettanto fa quella con Forrester, al punto che questo nel 1957 offre a Dian un viaggio di sola andata per l’Africa, per andare a vivere nella residenza dei suoi genitori, ma Dian rifiuta per non rinunciare alla propria indipendenza.

Ormai la passione è fortissima, e, benché Dian debba rifiutare a malincuore a causa dell’eccessivo impegno economico varie proposte di viaggi per l’Africa, tra cui una della stessa Mary White, decide di accumulare conoscenze sui safari e sulla natura africana e si ripromette di riuscire a organizzare un viaggio per quelle terre entro il 1963.

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Ubicazione del Karisoke Research Center

Il giugno di quello stesso anno Dian riesce a organizzarsi in modo da affittare una guida per i safari di Nairobi, al prezzo di cinquemila dollari; per riuscire a fare questo deve impegnare i guadagni all’ospedale dei successivi tre anni a un interesse del 24 percento. Nel frattempo Dian continua a studiare e ad accumulare quante più nozioni le è possibile con tutta la letteratura che riesce a recuperare. In particolare il libro The Year of The Gorilla dello zoologo George Schaller ha una grande influenza su di lei, al punto da spingerla a indagare e a imparare di più sulla vita e le caratteristiche dei rari gorilla di montagna.

Preoccupata di poter contrarre allergie o malattie di vario genere, Dian imbottisce il suo bagaglio di tutti gli antibiotici e le medicine che riesce a trovare.
Dopo aver raggiunto l’Africa Dian riesce a contattare il celebre paleoantropologo Louis Leakey, che si trova in quel periodo a Nairobi, e a esprimergli il suo interesse per i gorilla di montagna, esprimendo il suo desiderio di riuscire a osservarli direttamente in natura. Leakey si dimostra molto cordiale e interessato alla ragazza.

Proseguendo nel viaggio Dian e la sua guida si fermano in prossimità del villaggio di Kisoro, da cui si dirigeranno verso uno dei grandi vulcani, il monte Mikeno, per raggiungere un campo base di due fotografi.

È qui che Dian ha per la prima volta un’esperienza diretta di osservazione della vita dei gorilla in libertà: difatti incontra, nel corso di un’uscita di gruppo, un gruppo di mezza dozzina di maschi adulti. Questa esperienza determinerà il corso futuro della vita di Dian.

Dopo il suo ritorno a Louisville, Dian riincontra il dr. Leakey a una conferenza, e riesce a influenzarlo sufficientemente da averlo come sostenitore di un suo progetto di ricerca; sebbene questo, difatti, sappia bene che Dian non è qualificata nel campo della biologia, dell’etnologia, dell’antropologia e della zoologia, Leakey rimane comunque impressionato dalla sua passione e dall’interesse verso i gorilla. 

Dopo essere riuscita a ottenere un finanziamento dalla Wilkie Foundation, celebre anche per aver sponsorizzato Jane Goodall nei suoi studi sugli scimpanzé, e dopo essersi definitivamente slegata dal Kosair Hospital Dian è diretta nuovamente in Africa. Oltretutto ai finanziamenti si aggiungerà anche il supporto della National Geographic Society. Siamo nel 1966: l’anno seguente il centro di ricerca viene fondato in una zona intermedia tra i due vulcani Karisimbi e Visoke, all’interno del Parco dei Vulcani in Zaire, a pochi chilometri dal confine col Ruanda, col nome di Karisoke Research Center.

Presto questo diventa anche il quartiere generale delle pattuglie anti-bracconaggio dei gorilla da lei stessa organizzate, oltre che luogo di ricerca per numerosi scienziati che studiano la biologia dei gorilla di montagna.
I metodi di osservazione di Dian hanno per sempre cambiato le metodologie di studio degli animali in libertà: difatti Dian ha l’abitudine, e andrà avanti per oltre vent’anni in tal modo, di sedersi tra i gorilla, immobile e totalmente disarmata, prima lontana dal branco, per poi avvicinarsi gradualmente, fino a essere accettata come parte integrante della comunità e del branco nel giro di pochi anni. Dian in particolare stringe una forte amicizia con un gorilla, Digit, che sarà da lì a qualche anno massacrato dai bracconieri, come buona parte del branco da lei studiato. Dian scopre inoltre numerosi gesti e vocalizzi che i gorilla utilizzano nelle comunicazioni interne ai gruppi.

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Digit

Dian fonda in seguito il Digit Fund (adesso chiamato semplicemente DFGF), per la conservazione dei gorilla di montagna, soprattutto dalle riduzioni del loro habitat naturale e dagli attacchi dei bracconieri, che ricavano pochi dollari dalla vendita di teste, mani e piedi dei gorilla, utilizzate come decorazioni o addirittura come posacenere.

Dian è spesso impopolare tra i locali e addirittura, a causa di alcune superstizioni del luogo, viene spesso affiancata alla figura di strega, che spesso lei stessa impersona per spaventare i bracconieri catturati mentre li interroga. Dian rischia anche di essere allontanata dal governo in seguito ad accuse di collaborazione con i bracconieri (!) e col governo del Ruanda, e ha problemi legali di ogni genere per continuare la sua permanenza e il suo lavoro.

Dian scrive anche un romanzo per descrivere la sua esperienza, Gorilla nella nebbia. Da questo lavoro verrà tratto un film omonimo interpretato da Sigourney Weaver.

Il 27 dicembre 1985 Dian Fossey viene brutalmente assassinata a colpi di machete da uno sconosciuto aggressore, forse un bracconiere, all’interno proprio del Karisoke Research Center. Nessuna condanna è mai stata inflitta per questo assassinio, che rimane ancor oggi irrisolto.

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La copertina di National Geographic dedicata a Dian Fossey

La rivolta genocida scoppiata in Ruanda nei primi anni ‘90, che in meno di cinque anni ha portato a un massacro calcoltato in circa 1.2 milioni di vittime, ha creato anche un popolo di quasi un milioni di rifugiati e ha diminuito drasticamente le possibilità di salvare dall’estinzione i gorilla di montagna, la cui popolazione oggi stimata è di poche centinaia di individui. Tra i principali scenari in cui si è sviluppata questa tragedia ci sono difatti i monti Virunga, di cui fa parte tutta l’area circostante Karisoke. Nel 1994 la fondazione Gorilla Fund è stata definitivamente allontanata dal Ruanda. 

Il corpo di Dian Fossey è seppellito in un piccolo cimitero di fianco al centro di ricerca, in mezzo alle tombe di 17 gorilla, uno scimpanzè e un cane.

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Per ulteriori informazioni:

http://www.gorillafund.org/

The Dian Fossey Gorilla Fund (ex Digit Fund)

Tra i libri sulla figura della Fossey, oltre a Gorilla nella nebbia, vi segnalo Una donna tra i gorilla, di Farley Mowat, Ed.Garzanti, 1987, e, ovviamente, anche il film con Sigourney Weaver.

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Copertina di Gorilla nella nebbia, edizione originale

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Copertina del dvd del film Gorilla nella nebbia

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