Cinema: Profondo Blu di Alastair Fothergill e Andy Byatt

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Tra gli aspetti più significativi del pianeta Terra c’è l’essere ricoperto per il 70% della propria superficie dalle acque di mari e oceani. Ciononostante, gran parte di questo mondo ci è ignoto: abbiamo conoscenze maggiori sulla superficie della luna che sui fondali oceanici del nostro mondo. Gli oceani hanno generato la vita sulla Terra, mantengono gli equilibri climatici e regolano le stagioni. Conoscere l’ambiente marino è il primo passo per poterlo tutelare a fondo.

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Con l’utilizzo di tecnologie all’avanguardia, la BBC Natural History Unit, unitamente alle troupes di Discovery, ha cercato di esplorare questo mondo realizzando un documentario cinematografico di grande impatto visivo, spingendosi per la prima volta in ambienti mai osservati prima, come le fosse abissali, utilizzando nuove tecniche di ripresa e fotografia. 
Il viaggio si apre con il passaggio attraverso uno squarcio tra le nuvole, una sorta di sipario naturale, che aprono le immensità marine in tutto il loro splendore all’occhio dello spettatore. A fare da contorno le splendide musiche orchestrate da George Fenton e una voce narrante che racconta a linee generali gli ambienti visitati.
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L’esplorazione è ampia e diffusa: il silenzio del mare in bonaccia viene spezzato dall’ingresso in scena di alcuni delfini: l’universo che ci apprestiamo a visitare è popolato, da migliaia e migliaia di specie differenti che lo rendono infinitamente vario e spettacolare in ogni sua forma. Dagli albatros che popolano a migliaia le coste delle isole Malvinas fino agli immensi banchi di sardine attaccati dagli squali e dai delfini al largo delle coste sudafricane, per spingersi fino alle coste della Patagonia, dove i giovani leoni marini vengono attaccati dalle orche assassine, il viaggio si dipana lungo i sette mari e lungo le coste dei cinque continenti.
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Passiamo dalle scogliere popolate dai granchi soldato, che, passata la marea, emergono a migliaia dalle proprie tane e cominciano a filtrare la sabbia, creando un tappeto infinito di palline di scarto, per arrivare all’infinita varietà di specie che popolano le barriere coralline dei mari tropicali, tra cui lo squalo balena, il più grande pesce esistente. Passando dal mare temperato, popolato di plancton e meduse, arriviamo sino ai mari ghiacciati dei due poli, anch’essi abitati da specie adattate al grande freddo: vediamo in azione l’orso polare a caccia di foche o addirittura di piccoli cetacei, utilizzando i pochi buchi rimasti nel ghiaccio che permettono agli animali intrappolati di respirare, per tentare agguati nei loro confronti; dall’altra parte del globo andiamo invece a osservare la vita dei pinguini imperatore, intenti a passare l’inverno stretti l’un l’altro durante la cova, in attesa che le femmine ritornino dall’oceano con il cibo per i piccoli appena nati.
Tra le scene più drammatiche vi è sicuramente l’attacco di un gruppo di orche assassine a un cucciolo di balena grigia, che viene allontanato dalla madre dopo ore di inseguimento, e poi annegato prima di essere divorato, mentre mamma balena deve allontanarsi sconsolata e esausta dopo ore di lotta estenuante.
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La parte del viaggio più affascinante è però il viaggio in verticale, verso le oscurità degli abissi: gli animali cominciano ad apparire strani, in certi casi deformi e mostruosi, talvolta bioluminescenti, e sempre più particolari e sfuggevoli. Le immagini fornite da un piccolo robot subacqueo ci permettono di spingerci sino alle massime profondità conosciute della Fossa delle Marianne (circa 11.000 metri), e fino alla valle tettonica di una dorsale mediooceanica. Arriviamo a esplorare un mondo assolutamente inedito e particolare come i popolamenti animali dei Black smokers, sorgenti idrotermali del fondo oceanico, dove grazie solo al calore e alla fissazione di alcuni elementi in composti necessari per la sopravvivenza da parte di determinati batteri chemiosintetici, riesce a mantenersi la vita animale nonostante la totale assenza di luce solare.
Ritorniamo in superficie, il viaggio si è concluso con la presa di coscienza che conosciamo poco o nulla dei nostri oceani, e che il profondo blu continua a sorprenderci. Il messaggio di questo documentario visivamente spettacolare e meravigliosamente poetico, è di cercare di conservare e proteggere in tutti i modi questo ‘mondo segreto’, indispensabile per la sopravvivenza del nostro pianeta e di noi tutti.

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