Biografia di Jane Goodall

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Jane Goodall nasce a Londra il 3 aprile 1934. Sin dai primi anni di vita dimostra un forte interesse per le tematiche naturali e per il mondo degli animali, anche su incoraggiamento della madre Vanne, che si dimostrerà una figura fondamentale e sempre presente nel corso di tutta l’esistenza della scienziata. A Jane vengono comprati molti libri sul mondo degli animali, e viene concesso di passare gran parte del proprio tempo all’aria aperta, in contatto con la natura. Il padre Mortimer decide di trasferirsi con tutta la famiglia in Francia quando Jane ha soltanto cinque anni di vita, per permettere a lei e alla sorella minore Judy di imparare il francese.

Le sue intenzioni vengono però frustrate pochi mesi dopo il loro arrivo, poiché le armate tedesche invadono la Cecoslovacchia, e per il timore di una guerra imminente Mortimer Goodall decide di ricondurre la famiglia in Inghilterra, per arruolarsi poco dopo nell’esercito inglese, e partire alla volta del fronte. I racconti degli aventi bellici, e il timore degli attacchi aerei da parte dell’aviazione tedesca, che compiva frequenti raid aerei sopra i cieli di Londra, porteranno Jane ad avere un profondo timore e un innato senso del rifiuto per la guerra, al punto da decidere di visitare, anni dopo la fine dei conflitti, i campi di concentramento nazisti; la visita ad Auschwitz segnerà profondamente Jane, donna dotata di profonda religiosità e sensibilità per le tematiche umanitarie. Terminata la guerra, l’interesse di Jane per il mondo degli animali e in particolare per i primati si accresce a dismisura, e quando, su invito dell’amica di scuola Marie Claude Mange (“Clo”). ha l’opportunità di recarsi in Kenya, accetta entusiasticamente.

Per finanziarsi il viaggio Jane lavora duramente e mette da parte ogni singolo penny che può permettersi, fino a raggiungere una cifra necessaria per poter partire alla volta dell’Africa, nel 1957. Pochi mesi dopo ha la fortuna di conoscere il celebre antropologo Louis Leakey, impegnato nei suoi studi paleontologici sull’origine dell’uomo e in particolare sulla storia e costumi della popolazione indigena dei Kikuyu.

L’incontro col celebre scienziato è la chiave di svolta nella vita della Goodall, che da lì a poco comincia a lavorare per Leakey, il quale da subito nota l’interesse della ragazza per il mondo naturale e in particolare per le scimmie antropomorfe. L’antropologo ha in programma di organizzare delle ricerche approfondite sugli animali geneticamente più vicini all’uomo, ovvero gli scimpanzé, e ha in progetto la realizzazione di un centro di ricerche a Gombe in Tanzania.

Occorre una persona giovane dotata di intelligenza ed entusiasmo, ma al tempo stesso con conoscenze ancora elementari nel campo, per evitare che il “fardello della conoscenza” possa influire sul risultato degli studi compiuti. La Goodall si rivela la persona ideale per il progetto, e sulla proposta del celebre scienziato Jane non ha dubbi e accetta entusiasticamente: entro pochi mesi la sua nuova dimora sarà definitivamente l’Africa. Da subito i detrattori di Leakey danno poco peso alle ricerche a Gombe, e pronosticano una rapida fine al progetto di studio sugli scimpanzé. Il paleontologo ha però idee molto chiare, e prepara da subito la Goodall a un progetto di ricerche a lungo termine.

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Nel 1960 Jane si trasferisce definitivamente a Gombe, destinata a diventare la sua seconda casa. Trascorre le giornate e spesso anche le notti nel territorio degli scimpanzé, in piena foresta, e poco per volta riesce a entrare in contatto con le scimmie.

La prima di queste a non aver più paura della ricercatrice e a introdurla del proprio territorio nella foresta è un giovane maschio adulto, ribattezzato David Greybeard, a cui Jane si affezionerà molto. Ben presto gli scimpanzé prendono confidenza con la nuova arrivata, e la accettano all’interno del loro territorio, consentendole di compiere osservazioni dirette sul loro stile di vita e sulle proprie abitudini, fino ad arrivare al contatto diretto e a una accettazione completa all’interno del gruppo. Poco per volta tutti gli scimpanzé di Gombe vengono ribattezzati: Freud, Fanni, Flo, Goblin e Gremlin sono alcuni degli animali con cui Jane trascorre le proprie giornate.

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Jane Goodall in compagnia di David Greybeard

Una delle principali scoperte compiute in questi anni riguarda l’utilizzo di utensili da parte degli scimpanzé, i quali si servono di rametti ben ripuliti per raccogliere le termiti e cibarsene. Questa è una delle prime testimonianze dirette sull’utilizzo di strumenti da parte di animali nel proprio ambiente naturale, e anche dal punto di vista antropologico la scoperta ha il suo peso, dato che fornisce una sorta di “fotografia” degli uomini primitivi che per la prima volta scoprono l’utilizzo di attrezzi.

Gli studi dalla Goodall rivelano molti aspetti sconosciuti degli scimpanzé, animali complessi, intelligenti e dotati di emozioni e sentimenti forti, oltre che di una complessa struttura sociale. Le ricerche condotte sulle scimmie ottengono un notevole successo e portano a Jane una grande notorietà, soprattutto grazie alle straordinarie somiglianze di comportamento tra uomini e scimpanzé che queste rivelano; pochi anni dopo, nel 1964, Jane sposa Hugo van Lawick, documentarista e fotografo olandese inviato da National Geografic a Gombe; da questa unione nasce il figlio Hugo Eric Louis, “Grub”.

L’anno seguente Jane si laurea in Etologia all’Università di Cambridge, per ritornare subito in Africa a continuare i suoi studi. Nello stesso anno istituisce il Gombe Stream Research Centre. Jane si dedica anche alla divulgazione scientifica, scrivendo alcuni saggi di grande successo, come il celebre L’ombra dell’uomo, in cui vengono confrontati il comportamento degli scimpanzé con quello degli umani e sottolineando le loro enormi somiglianze, e il recente Le ragioni della speranza, una sorta di autobiografia sui generis, in cui la Goodall sottolinea con convinzione il suo ottimismo sul futuro dell’umanità, ma anche quanto sia necessario un forte impegno da parte di tutti per tutelare il mondo in cui viviamo. Dopo il divorzio da Hugo van Lawick nel 1974, Jane si risposa l’anno seguente con il britannico Derek Bryceson, che morirà di cancro pochi anni dopo, nel 1980.

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Nel 1977 viene fondato il Jane Goodall Institute for Wildlife Research, Education and Conservation, organizzazione no–profit che ha come obiettivo principale la sensibilizzazione sulle tematiche ambientali e sulla tutela dell’ambiente e lo sviluppo delle ricerche riguardanti le grandi scimmie antropomorfe. Al giorno d’oggi l’associazione è il leader mondiale nella gestione e tutela degli scimpanzé e del loro habitat naturale. Tra le varie iniziative promosse vi è il programma Roots & Shoots, in atto in oltre 80 paesi mondiali, volto a sensibilizzare le nuove generazioni sulle tematiche ambientali e naturalistiche.

Tra le altre iniziative gestite dal centro ci sono cinque oasi faunistiche in Africa, e il progetto TACARE (dall’inglese take care, “prendersi cura”), sostenuto dalla Comunità Europea, che offre aiuto concreto a 30 villaggi africani con riforestazioni, l’assistenza sanitaria di base, la pianificazioni familiari, aiuto a donne e bambini orfani, e progetti di microcredito. Negli ultimi decenni Jane Goodall si è impegnata a promuovere l’opera dell’associazione viaggiando per il mondo e raccogliendo fondi per l’attuazione dei suoi progetti, divulgando a conoscenza scientifica e sensibilizzando il pubblico sulle grandi tematiche ambientali. Attualmente la Goodall è considerata una delle più grandi autorità nel campo delle ricerche sulle grandi scimmie antropomorfe, e i suoi studi sugli scimpanzé hanno portato e continuano ad aggiungere importantissimi dati alla conoscenza scientifica e allo studio dell’evoluzione degli uomini.

La ricercatrice inglese è stata inoltre insignita di numerosissime onoreficenze, tra cui il Premio Hubbard dalla National Geographic Society, il premio Lifetime of Discovery dalla Discovery Channel, il William Proctor Prize for Scientific Achievement, il Paul Getty Conservation Award, il titolo di Comandante dell’Impero Britannico (CBE) conferitole dalla Regina Elisabetta d’Inghilterra, l’Ordine dell’Arca d’Oro dai Paesi Bassi, il Premio Kyoto dal Giappone, la Medaglia Kilimanjaro dalla Tanzania, il premio Ghandi-King per la non-violenza 2001 e nel 2002 è stata nominata dall’Onu Messaggera Internazionale di Pace. Nello stesso anno ha partecipato alla conferenza di Johannesburg sullo sviluppo sostenibile. Tra i vari riconoscimenti accademici si ricordano le onorificenze conferitele dalla Salisbury State University, la University of Philadelphia, l’Università di Utrecht, l’Università di Monaco, l’Università di Edimburgo, la Cornell University, e molte altre ancora.

Tra i vari approfondimenti disponibili in rete segnalo il sito ufficiale del Jane Goodall Institute for Wildlife Research, Education and Conservation, raggiungibile all’indirizzo

http://www.janegoodall.org/

e la sede italiana dell’istituzione, il cui sito ufficiale è disponibile all’URL

http://www.janegoodall-italia.org/

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