Linda Wasmer Smith – La mente e il corpo (1997)

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Un campo di studi in ampio sviluppo nella medicina moderna è la ricerca delle interazioni tra la componente fisica e quella mentale nell’organismo. Dopo secoli in cui corpo e mente sono stati interpretati dalla medicina occidentale come entità ben distinte, separate e non interagenti, negli ultimi decenni una nuova corrente di ricerca ha preso piede, ammettendo dall’osservazione diretta che esiste un rapporto di stretta interazione tra i due ambiti.

L’inedito sviluppo di questi studi ha portato alla nascita di nuove dottrine e componenti della cosiddetta medicina alternativa, di origine inizialmente orientale, per evolversi su vari piani, al fine di studiare in che modo la mente (comportamenti, stati d’animo, interazioni con altre persone, attività di vario genere) possa influire direttamente sull’organismo, e in che modo questa correlazione possa avere effetti terapeutici se correttamente interpretata.

La giornalista scientifica statunitense Linda Wasmer Smith ha realizzato questo saggio con lo specifico intento di fare il punto su tutti i campi in cui si stanno sperimentando e testando le nuove forme di terapia alternativa, quanto realmente conosciamo sull’argomento e quanto deve ancora essere dimostrato sperimentalmente o chiarito dal punto di vista teorico.

La storica concezione della cultura occidentale della biomedicina, secondo cui ogni tipo di disturbo dell’organismo potesse essere ricondotto a una causa fisica, come un batterio o un virus, ha cominciato a mostrare i primi segni di cedimento negli anni ‘30, quando si sono iniziate a studiare patologie o malfunzionamenti come la nevrosi organica, ovvero disturbi cardiaci o della digestione causati da condizioni emotive.

La Seconda Guerra Mondiale, con l’elevatissimo stato di stress che ha comportato, ha fatto emergere definitivamente questo tipo di problematiche, e già dai primi anni ‘50 la lista dei cosiddetti disturbi psicosomatici, causati principalmente dall’influenza dello stress, ha incluso l’asma, l’ipertensione, l’artrite reumatoide, l’ulcera peptica, la colite ulcerosa, l’ipertiroidismo.

La medicina mente-corpo ha mosso i suoi primi passi negli anni ‘60, ma ha definitivamente preso piede e si è sviluppata su ampio raggio solamente a partire dagli anni ‘80. I campi di studio non riguardano solamente ricerce psicologiche, anzi. L’approccio che sta prendendo maggiormente piede in questi ultimi anni è l’olismo, in cui tutti gli elementi che influiscono sull’essere umano (fisici, mentali, emotivi e spirituali) vengono considerati per lo studio delle patologie. Ciò si riscontra nel trattamento più orientato su un atteggiamento positivo di medici e infermieri e sull’ospitalità nei confronti dei pazienti da parte degli ospedali olistici, che effettivamente sembrano comportare tempi di guarigione mediamente più rapidi. In tal senso, una nuova associazione chiamata Planetree alliance ha incentrato il proprio campo di studi sullo sviluppo di un ambiente ospedaliero particolarmente accogliente e positivo. Il limite dell’olismo, come sottolineato dalla Wasmer, è una sostanziale mancanza di ricerche approfondite e rigorose nel campo, e ciò comporta l’assenza di un approccio rigido e unitario nell’applicare questo tipo di cure.

Vari studi psicologici stanno pian piano approfondendo il campo dell’atteggiamento psicologico del paziente nell’affrontare la malattia e nell’accettare le cure. Un atteggiamento positivo sembra, almeno dal punto di vista statistico, offrire percentuali di guarigione più alte, e tempistiche di recupero più brevi. Anche il temporaneo stato mentale del paziente sembra influire: le disgrazie e i lutti sembrano al contrario influire negativamente sui pazienti e anche atteggiamenti disillusi e di rassegnazione sembrano rallentare l’efficacia delle cure.

Nel campo di studi della medicina alternativa una delle branche che fornisce apparentemente maggiori basi scientifiche documentate è la Psiconeuroimmunologia (PNI), termine nato nel 1981 da un’opera di Robert Ader, che studia le interrelazioni tra cervello e sistema immunitario nell’influenzare la salute dell’organismo, in particolare, nello studio sul sistema endocrino, che risulta essere ricco di terminazioni nervose, e dell’attività indiretta di vari messaggeri chimici rilasciati dal sistema nervoso.

Per quanto riguarda patologie direttamente causate da motivi nervosi, come lo stress, esistono studi approfonditi sul’interazione tra il sistema nervoso simpatico (eccitatore) e il parasimpatico (inibitore), e sembra che un’induzione condizionata di quest’ultimo possa avere effetti terapeutici per le condizioni più gravi di tensione e angoscia. Questo campo di studi non va assolutamente sottovalutato: il Karoshi, la morte per eccesso di lavoro, indicata non a caso da un termine giapponese, miete 30.000 vittime ogni anno, e l’ipertensione stessa può provocare l’insorgere di svariate patologie ben più gravi.

Il rilassamento può essere raggiunto tramite varie metodologie, da quelle più diffuse e sperimentate come la meditazione, di origine culturale prettamente orientale, fino a quelle meno note e approfondite come l’ipnosi (le cui vere cause non sono ancora conosciute a fondo). Una metodologia che sta prendendo piede in vari ospedali del mondo è il biofeedback, che consiste nel fornire ai pazienti dati accurati e approfonditi sul proprio stato di salute, praticamente in tempo reale. Osservando tramite monitor i propri dati il paziente può, procedendo per tentativi, provare a controllare alcuni processi come la pressione sanguigna, la temperatura del corpo, le onde cerebrali e la funzione gastrointestinale. Sebbene sia ancora in fase embrionale, questa nuova disciplina sta fornendo risultati significativi.

Passando per l’influenza della cultura, dell’immaginismo e delle credenze, il saggio si chiude nella descrizione di altri elementi psicologici che sembrano influire sullo stato di salute delle persone. Un atteggiamento positivo e utile alla guarigione può essere portato dalla musica, dall’attività artistica, dagli animali domestici, dagli amici. I piani su cui si può sviluppare questo tipo di terapie sono numerosissimi, a seconda delle situazioni e degli individui.

Il saggio in oggetto dà solamente un’idea generale, seppur molto ben approfondita, su quanto questo tipo di ricerche si siano sviluppate e siano diventate articolate e complesse. Tantissimi ospedali effettuano ricerca costante sul rapporto mente-corpo al fine di scoprire e migliorare terapie sempre più efficaci e produttive. Oltre a numerosi suggerimenti per il lettore su come approfondire la conoscenza di sé, il libro offre una nuova visione di queste tecniche, che, se associate alle metodologie della medicina tradizionale, potranno rendersi sempre più diffuse e complete in futuro.

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