Uri Geller – una breve inchiesta

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Tra le figure di maggior rilievo nel dibattito sul mondo del paranormale vi è sicuramente Uri Geller, celebre medium israeliano passato più volte agli onori della cronaca per i suoi esperimenti e le presunte capacità precognitive e soprannaturali, dal piegare soltanto con ‘la forza del pensiero’ chiavi e cucchiai, al prevedere eventi di vario tipo, fino alla percezione di messaggi, disegni e concetti vari trasmessi o interpretati grazie ai suoi poteri ‘telepatici’…

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Il dibattito su Geller si è sviluppato costantemente negli anni, grazie soprattutto alle associazioni etico-scientifiche che lo hanno osteggiato (in particolare la Cicap italiana), e soprattutto numerosi prestigiatori e illusionisti, tra cui il celebre James Randi, che hanno dimostrato in ripetute occasioni che i suoi esperimenti sono facilmente riproducibili utilizzando semplici trucchi.
Le opinioni sulla figura di Geller sono discordanti, e, nonostante i suoi trucchi siano stati più volte smascherati (sia a causa di suoi errori che da parte di suoi complici rei confessi), Geller gode ancor oggi di una forte credibilità nel campo.
Vediamo alcuni esempi dei suoi ‘esperimenti’.

Sotto il controllo dei fisici Targ e Puthoff, Geller fu sfidato a riprodurre dei disegni, appena creati in una stanza adiacente, da un cubicolo completamente isolato, sia visivamente che acusticamente; avrebbe dovuto riconoscere questi telepaticamente, e riprodurli nella maniera attinente all’originale. Non mancarono le sorprese, e non fu difatti un caso che i due scienziati certificarono come genuini i poteri di Geller nell’articolo di ‘Nature’ in cui descrissero i risultati delle prove.
La prima serie di disegni prevedeva 13 prove.
La prima diede esito negativo. Il disegno originale era di un mortaretto, che Geller non riprodusse.
La seconda fu il primo successo: un grappolo d’uva, ricostruito persino con lo stesso numero di chicchi del disegno originale; fu ovviamente considerata una prova valida.
Il terzo disegno prevedeva un diavolo con il forcone. Geller fornì tre risposte, costellate tutte di piccoli disegni, tra cui comparivano due abbozzi di un forcone, ciononostante la prova non fu considerata valida.
La quarta, che rappresentava il sistema solare, fu un altro successo: il disegno non riproduceva esattamente l’originale, ma il concetto era inequivocabile.
Le successive tre prove non furono positive, ma con l’ottava, la nona e la decima (rispettivamente un cammello-anche se Geller rappresentò un cavallo-, un ponte e un gabbiano) Geller ebbe successo.
La dodicesima prova, una chiesa, non fu passata da Geller, sebbene per certi aspetti alcune parti del suo disegno potevano essere accomunabili all’originale, mentre l’undicesima, un aquilone, fu un altro successo.
L’ultima prova, la tredicesima, prevedeva un cuore trafitto; Geller rappresentò una freccia, e la prova venne considerata valida; il totale complessivo fu di sette risposte corrette su tredici, una percentuale straordinaria, considerando che si tratta di percezione extrasensoriale.
Ciononostante, in una successiva serie di prove, che prevedeva la riproduzione di un centinaio di disegni, Geller fallì completamente. Come si spiega tutto ciò?
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Alcuni dei successi dell’esperimento di Geller

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l’undicesima prova, ennesimo successo di Geller

Il problema è probabilmente legato ai limiti nella sicurezza dei controlli effettuati sul medium, ben più rigidi nel secondo test, che in un’effettiva ‘giornata no’ per i presunti poteri dello stesso; in effetti, durante la prima serie di prove alcuni collaboratori di Geller, come il suo presunto fotografo ufficiale, in realtà un sospetto complice, ebbero la libertà totale di agire e girovagare nel luogo dell’esperimento, e non si possono assolutamente escludere contatti o comunicazioni, soprattutto in codice. Non è un caso che il più grosso successo di Geller, il grappolo d’uva, fu visto chiaramente da tutti prima della sua risposta. Addirittura, tale disegno venne appeso al muro!

Un altra curiosità: nel disegno del diavolo si può notare chiaramente che i forconi inseriti da Geller sono stati fatti rapidamente, che i bordi non coincidono, a differenza di tutti gli altri disegni, molto più precisi, inseriti nella risposta. Una tecnica utilizzata da molti prestigiatori nelle loro premonizioni, difatti, prevede una scrittura senza l’utilizzo di una penna ma con le sole dita, ad esempio mentre  si consegna la ‘previsione’, proprio mentre viene svelata la risposta.Di solito si temporeggia per qualche secondo esclamando frasi del tipo “è esattamente ciò che ho previsto”, mentre si aggiunge frettolosamente la risposta.
Insomma alla luce dei fatti, e considerando il successivo fallimento, avvenuto in una prova con controlli ben più rigorosi, i dubbi restano numerosi…

Un altro campo in cui Geller si è cimentato è stato quello della cosiddetta ‘fotografia spiritica’, in cui, scattando foto con una macchina con l’obiettivo chiuso, si riuscirebbe a ottenere paesaggi misteriosi, o anche immagini di persone. In tali esperimenti ebbe un notevole successo il celebre Ted Serios, denominato difatti l’uomo che fotografa col pensiero. Alcuni dei ‘ritratti spiritici’ creati da Serios vennero però identificati e fatti coincidere con nient’altro che fotografie sfuocate di luoghi realmente esistenti.

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Ted Serios
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Le ‘immagini psichiche’ di Serios a confronto con alcune costruzioni reali di Chicago. L’ultimo confronto è con un’immagine reperita nel museo della stessa città.

Su un principio simile probabilmente si basava anche la fotografia psichica di Geller. L’imbroglio venne difatti smascherato quando il medium fu colto con ‘le mani nel sacco’ da ciò che lui probabilmente non conosceva, ovvero un semplice obiettivo grandangolare… durante l’esecuzione di uno di questi esperimenti, difatti, Geller chiese di poter essere lasciato solo per concentrarsi al meglio, senonché la foto stessa fu in quel caso a tradirlo; invece della classica fotografia sfuocata che Geller spacciava per espressione psichica, difatti, il risultato fu una nitidissima immagine del medium che sollevava di qualche centimetro il tappo dall’obiettivo con le dita, e il suo volto sullo sfondo…

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Uri Geller, il cui volto appare parzialmente in alto a destra, colto nell’atto di creare una ‘fotografia spiritica’ sollevando leggermente il tappo dell’obiettivo di una macchina fotografica, purtroppo per lui, grandangolare.

Sulla piegatura di chiavi e cucchiai gli esempi di manipolazioni e di abili trucchi di illusionismo sono innumerevoli; svariate volte l’illusionista James Randi ha svelato i vari modi in cui si possono realizzare questi presunti esperimenti, e lui stesso ha più volte riprodotto le performances di Geller in maniera esattamente identica all’originale, o addirittura con difficoltà aggiunte.

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Tra i vari trucchi utilizzati per ottenere questi effetti quello più frequente è sicuramente l’utilizzare una chiave già piegata e consegnarla alla ‘vittima’ facendo credere, con movimenti ciondolanti, che questa si stia ‘fondendo’ mentre la si passa di mano. Per piegarla i trucchi sono svariati, ad esempio facendo leva su di un’altra chiave tenuta di nascosto nel palmo della mano, oppure facendo finta di appoggiarsi, su un tavolo o una sedia, per poter fare leva. I trucchi in questo caso sono tantissimi, soprattutto per i manipolatori particolarmente abili.
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Geller vs Randi in una caricatura

Direi che gli esempi possono essere illimitati, e non credo che anche lo spettatore più ingenuo e/o convinto dell’onestà di Geller non possa nutrire dei dubbi sulle sue performances alla luce di tutti questi dati a discredito dei suoi presunti poteri. Ciononostante, Geller continua a comparire sui giornali e i programmi televisivi di mezzo mondo come autentico fenomeno paranormale; penso sia l’ennesima riprova che la gente è spesso alla ricerca di emozioni forti, e comunque di qualche elemento di ‘mistero’ nella vita di tutti i giorni, anche a costo di ignorare fatti scientifici difficilmente opinabili. La chiave di lettura di questi eventi è sicuramente legata alla volontà di credere della gente, e alla forza dell’autoconvincimento, che in molti casi esercita un effetto fortissimo su chi è affascinato dalle tematiche del paranormale, al punto da prevaricare la coerenza e l’obiettività.
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Una celebre fotografia scattata da Geller di alcuni ‘oggetti volanti non (meglio) identificati’

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