Alfonso Lucifredi – Pensieri.Parole.Opere.Omissioni.

Pensieri.Parole.Opere.Omissioni. è un’opera teatrale divisa in quattro monologhi, presentati al pubblico da altrettanti narratori (due uomini e due donne) che non hanno nome, ma che hanno caratteristiche e peculiarità che li rendono estremamente diversi  e ben distinguibili l’uno dall’altro.

Il tema conduttore dell’opera è il peccato, inteso come azione negativa e dannosa verso i propri simili e il proprio ambiente. La narrazione pertanto si dipana riassumendo punto per punto tutti i peccati compiuti dall’Umanità nel corso dei secoli, e suddividendoli nelle quattro categorie del classico credo cristiano.

Le caratteristiche dei narratori ricalcano in toto, sia dal punto di vista estetico che interpretativo, la ‘categoria’ dei peccati che trattano nel proprio monologo.

Le tematiche sociali e ambientalistiche sono il punto focale dell’intera opera, ma a seconda dei narratori l’attenzione si dirige ora verso contesti  storici e politici, ora verso argomenti scientifici o naturalistici.

Non vi è una vera trama, le tematiche trattate sono una sorta di elenco di tutti i peccati dell’umanità, presentati in maniera discorsiva e con molti esempi . Un caso a sé stante è l’ultimo monologo, Omissioni, basato interamente sulla vicenda dei Desaparecidos argentini.

La descrizione dei personaggi, dell’ambientazione e dell’azione è volutamente scarna e minimale, sia per lasciare ampie possibilità interpretative e scenografiche, sia perché i monologhi sono lunghi e strutturati e contengono in sé l’intero messaggio che l’opera vuole comunicare.

Lo stile narrativo scelto varia a seconda dei personaggi: è prima freddo e rigoroso (pensieriparole), per poi diventare più passionale (opereomissioni).

Ciononostante, alcune soluzioni visive, come la proiezione di immagini sullo sfondo, o l’utilizzo di pochi oggetti di scena con forte valenza simbolica, hanno la funzione di rafforzare dal punto di vista visivo il messaggio stesso.

Il principale interesse dell’opera è portare per la prima volta sul palcoscenico tematiche prettamente scientifiche o naturalistiche, e sfruttare la forza comunicativa del teatro per trasmettere un messaggio concreto su fatti reali, e su problematiche all’ordine del giorno nella società odierna.

Per info:

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Frans de Waal e l’evoluzione della moralità

Fra i temi etici che personalmente trovo di maggiore interesse nel campo della scienza del comportamento, c’è un argomento che negli ultimi anni ha scatenato lunghe e accese discussioni – quasi al livello della tanto violenta quanto stucchevole querelle tra evoluzionisti e creazionisti – e riguarda l’esistenza di sentimenti quali l’empatia, la compassione e, più in generale, la moralità nel mondo animale.

Per scoprire gli ultimi sviluppi di questo insolito campo di studi, vi segnalo questo sito dedicato ad un evento tenutosi ad Erice, in provincia di Trapani, circa un anno fa:

Evolution of morality

A parte l’onnipresente Telmo Pievani e il naturalista Stefano Parmigiani a garantire la qualità della proposta, il nome riportato in cima al programma e che subito mi ha incuriosito è quello di Frans de Waal.

Per chi non lo conoscesse, questo simpatico signore è un etologo e primatologo olandese, da anni trasferitosi in USA, che conduce ormai da decenni approfondite ricerche sul comportamento sociale dei primati, in particolare per quanto riguarda bonobo e scimpanzé. Nei suoi studi, più volte è stata dimostrata l’esistenza nel mondo naturale di sentimenti e comportamenti per secoli ritenuti propri dell’uomo, come l’empatia, la consolazione, l’altruismo, la gelosia e persino il senso di giustizia o ingiustizia.

E per quale motivo questi fenomeni sarebbero causa di dibattiti? Forse perché spiegherebbero che la moralità non ha radici umane, né tantomeno religiose, come infatti suggerisce il buon de Waal in molti suoi interventi, e non è certo cosa da poco… a tal proposito, per approfondire, vi suggerisco il suo articolo pubblicato tempo fa sul blog del New York Times, dall’eloquente titolo Morals without God.

E, dulcis in fundo, una spassosa conferenza su TED del simpatico scienziato di ‘s-Hertogenbosch, in cui sono riportati alcuni esempi che dovrebbero quanto meno mettervi la pulce nell’orecchio, e farvi anche venir voglia di andarlo a sentire la prossima volta che ripasserà da queste parti. Nei casi più estremi vi verrà voglia di andarvi a comprare una scimmia cappuccina, ma sono rischi del mestiere. Metteteli in conto.